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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
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Di Uomo del Faro (del 09/02/2009 @ 04:00:20, in vita, linkato 67 volte)
...a tra poco..
 
Di Uomo del Faro (del 01/01/2009 @ 08:25:21, in vita, linkato 89 volte)
Mi piace iniziare l'anno nuovo con un pensiero bello.
solare.
di cuore e per il cuore.
il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
(Coelho)
Ed io mi sento con il mondo tra le mie mani.
Buon inizio
 
Di Uomo del Faro (del 21/12/2008 @ 02:12:37, in vita, linkato 103 volte)
di notte, quando il freddo penetra la tua anima.
di notte, quando vorresti
di notte, quando alzi il viso al cielo è Orion è sempre lì

http://vailroger.googlepages.com/orion010707.jpg/orion010707-full.jpg
 
Di Uomo del Faro (del 19/12/2008 @ 01:26:54, in vita, linkato 88 volte)
I poeti lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore.
I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere iddio.
ma i poeti nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

Alda Merini
 
Di Uomo del Faro (del 21/11/2008 @ 02:37:45, in vita, linkato 64 volte)
interno notte.
interno un sogno.
vivendo Orlèans.

è sempre più difficile riuscire a dormire ultimamente. soprattutto da quando il tempo scorre inesorabile.
e mi affaccio sempre più spesso dal mio faro. e anche qui bisogna precisare, soprattutto da quando ho il mare dentro la mia stanza.
è diventato quasi indispensabile riuscire a cogliere ogni singolo resprio, ogni più piccolo particolare da rubare alle onde quando si ritirano, portando a compimento quella naturale esposizione di fragilità, nella loro capacità di arginare, musica e melodia, quella sensazione di malinconia di una conchiglia arenata sulla spiaggia.
che visione spettacolare.
potessi scegliere di rinascere, la prossima vita sono indeciso se essere onda, se essere deserto o se essere conchiglia.
ma di questo ne parliamo un'altra volta.
ora vorrei parlare di un sogno. no, non parlare. ora vorrei vivere quel sogno.

sempre stando affacciato alla finestra del mio faro.
socchiudi gli occhi, un flash, un cazzo di lampo che ti porta con la testa chissà dove.
anzi no. dove lo sai. Orlèans.

e c'è il fuoco, che sai cogliere nelle piccole sfumature di foschia.
e sapevo sarebbe stato il fulcro dell'anima. non gli occhi. non la foschia.
non l'amore.
il fuoco.
e mi viene in mente il signore degli anelli, il film, quando ci si prepara alla guerra.
quando per parlare non c'è telefono, non c'è internet, non c'è luce.
quando per dire cazzo, preparati, si parte per la guerra, il segnale è un faro di fuoco.
spettacolo.

ma è necessario cercare di capire meglio. acqua e fuoco.
come aria e nebbia.
come occhi e lacrime.
imprescindibili?
voci lontane? e i rumori? e le onde?

Orlèans.

adoro sentire parlare una donna il francese. la trovo sensuale. molto sensuale. quasi "dippiù" del portoghese.

Orlèans.

In Francia ci sono stato. era nel '99.
Da Montecarlo arrivo a Nizza.
Ma non sapevo dove fosse Orlèans.

Poi ho googleggiato.
anzi, no. ora ho googleggiato. e sò rimasto senza parole. tecnicamente direi sò rimasto di cazzo.
mi sa che mi tocca un lungo viaggio.
Orlèans.
che spettacolo la vita

http://orleans.canalblog.com/images/IMGP47851.JPG
 
 
Di Uomo del Faro (del 31/10/2008 @ 23:48:37, in vita, linkato 74 volte)
io per te ero e resterò per sempre claudiolino.

e ti volevo un bene dell'anima.

ciao.
 
Di Uomo del Faro (del 23/10/2008 @ 08:58:34, in vita, linkato 76 volte)
in partenza.
un viaggio è sempre un'emozione. un rincorrersi di eventi, di luoghi e di profumi.
socchiudo gli occhi e posso già volare.
arrivo
 
Di Uomo del Faro (del 17/10/2008 @ 21:15:16, in vita, linkato 110 volte)
la libertà è solo una condizione mentale.
Spezza le catene che limitano la tua mente, e sarai libero, sempre e comunque
.

A volte incontri qualcuno per una ragione.
Altre volte solo per una stagione.
Ma in certi casi, incontri qualcuno per la vita.
Se accade per una ragione, è perchè devi aiutare, o ricevere aiuto.
Se dura una stagione, hai qualcosa da insegnare, o da imparare.
Ma se è per la vita, allora riceverai il dono più prezioso che esista!


La paura fa parte della vita.
I dubbi fanno parte della vita.
A volte anche sentirsi completamente smarriti fa parte della vita.
Ma non è certo la fine di tutto!
E' soltanto l'inizio di qualcosa di più grande, che arricchirà il tuo spirito molto più di qualsiasi cosa tu abbia vissuto prima.

(S.Bambarén)
 
Di Uomo del Faro (del 22/09/2008 @ 13:29:53, in vita, linkato 73 volte)
La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.

La vita non é una questione di come sopravvivere alla tempesta, ma di come danzare nella pioggia.
 
Di klà (del 02/09/2008 @ 23:55:19, in vita, linkato 68 volte)
ed è così
le persone a cui vuoi più bene, sono poi quelle che, per una merda di legge di compensazione, sanno farti più male.
e viceversa.
bellastoria.



Ti vedo donna da qui mi devi parlare dai raccontami
Due occhi che dentro i miei si lasciano andare un po'
Arrivata la fine di una storia che ha dato e che ha avuto
Mi dici adesso
Così presto no, così presto no
Vorrei poterti aiutare ma l'unica cosa che
Io posso fare
È stare qui ad ascoltarti prestandoti un po' di me
C'è sempre un dopo, e ogni cosa che finisce ci sembra per sempre
E tu mi dici ancora
Così presto no, così presto no
No che non è la tua ultima storia d'amore
Non dirlo mai e non esserne così convinta
No che non è il tuo ultimo giorno di sole
Non dirlo mai e finisci di farti del male
Cade la foglia d'inverno e il ramo rimane solo
Ad aspettare
Il primo raggio di sole che porta la primavera
Cosi la foglia rinasce più verde, più bella e più forte
Ma tu mi dici ancora
Così presto no, così presto no
No che non è la tua ultima storia d'amore
Non dirlo mai e non esserne così convinta
No che non è il tuo ultimo giorno di sole
Non dirlo mai e finisci di farti del male
In ogni lacrima c'è dentro un po' di lui
E tu lascia che asciughi da sola
Tu che non sai che adesso questa canzone è già
La tua nuova canzone d'amore
No che non è il tuo ultimo giorno di sole
Non dirlo mai e finisci di farti del male
 
Di Uomo del Faro (del 10/07/2008 @ 09:25:38, in vita, linkato 75 volte)
Ed ecco qui, autentica telepatia in azione. Noterete che non ho niente nelle maniche e che non muovo le labbra. Né probabilmente si muovono le vostre.
Guardate: qui c'è un tavolo con una tovaglia rossa. Sul tavolo c'è una gabbia grande come un piccolo acquario. Nella gabbia c'è un coniglio bianco con il naso rosa e gli occhi cerchiati di rosa. Nelle zampe anteriori ha un mozzicone di carota che sta sgranocchiando tutto contento. Sulla schiena, chiaramente segnato in inchiostro blu, c'è il numero 8.
Vediamo la stessa cosa? Dovremmo incontrarci e confrontare gli appunti per esserne matematicamente sicuri, ma io credo di sì. Ci saranno inevitabili varianti, si capisce: alcuni riceventi vedranno una tovaglia color rosso robbia, qualcuno la vedrà scarlatta, altri vedranno altre gradazioni. (Per i riceventi daltonici, la tovaglia rossa è del grigio scuro della cenere di sigaro.) Qualcuno vedrà orli merlettati, qualcuno lisci. Gli animi più decorativi vi aggiungeranno un po' di pizzo... ma per piacere: la mia tovaglia è la vostra tovaglia, sbizzarritevi pure.
La gabbia lascia parimenti ampio spazio all'interpretazione individuale. Per cominciare è descritta in termini di paragone approssimativo, utile solo se voi e io vediamo il mondo e misuriamo le cose con occhi simili. Nel fare paragoni approssimativi è facile essere sbadati, ma l'alternativa è una pignolesca attenzione ai dettagli che toglie tutto il piacere alla scrittura. Che cosa dovrei dire, «sul tavolo c'è una gabbia lunga novantacinque centimetri, larga sessantadue e alta trentacinque»? Questa non è prosa, è un manuale. Il paragrafo non ci dice neppure di che materiale è fatta la gabbia (rete metallica? stecche d'acciaio? vetro?), ma ha importanza? Abbiamo capito tutti che possiamo vederci dentro; oltre a questo, non c'importa. L'elemento più interessante qui non è nemmeno il coniglio che sgranocchia la carota dentro la gabbia, bensì il numero che ha sulla schiena. Non un sei, non un quattro, non un diciannove virgola cinque. È un otto. È questo che stiamo guardando e lo vediamo tutti. Non ve l'ho detto io. Voi non me lo avete chiesto. Io non ho mai aperto bocca e voi non avete aperto la vostra. Non siamo nemmeno nello stesso anno insieme, meno che mai nella stessa stanza... eppure noi siamo insieme. Siamo vicini.
Si sono incontrate le nostre menti.
Io vi ho inviato un tavolo con sopra una tovaglia rossa, una gabbia, un coniglio e il numero otto in inchiostro blu. Voi avete ricevuto tutto quanto, specialmente
quell'otto blu. Siamo partecipi di un atto di telepatia. Non di mitiche coglionate dell'altro mondo: telepatia autentica. Non mi ostinerò su questo punto, ma prima che andiamo avanti è importante che capiate che la mia non è civetteria; un punto c'è.
 
Di Uomo del Faro (del 03/06/2008 @ 14:49:18, in vita, linkato 104 volte)

Il cuore più bello del mondo
-Leggenda indiana-

C'era una volta un giovane in mezzo ad una piazza gremita di persone, diceva di avere il cuore più bello del mondo, o quantomeno della vallata. Tutti quanti gliel'ammiravano era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell'ammettere che quello fosse stato proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano, più il giovane diveniva superbo e si vantava di quel suo cuore meraviglioso.
All'improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse:
"Beh, a dire il vero, il tuo cuore è molto meno bello del mio.”.
E così lo mostrò a tutti. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici.
C'erano zone dalle quali erano stati recisi dei pezzi e sostituiti con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto. Per giunta, era pieno di grossi buchi.
Tutti osservavano il vecchio, colmi di perplessità, domandandosi come poteva affermare che il suo cuore fosse bello.
Il giovane guardò com'era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere:
"Starai scherzando!", disse. "Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime.”.
"Vero", ammise il vecchio. "Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai a cambio col mio. Vedi, ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore, ho staccato un pezzo del mio cuore e gliel'ho dato, e spesso ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro cuore, a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma certo, ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo a cui sono affezionato, però ciascuno mi ricorda l'amore che ho condiviso.
Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso, certo, ma per quanto dolorose sono queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l'amore che provo anche per queste persone e chissà? forse un giorno ritorneranno, e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi, adesso, che cosa sia la vera bellezza?"
Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel'offrì con le mani che tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi prese un pezzo del suo vecchio cuore rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. C’entrava, ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo.
Il giovane guardò il suo cuore, che non era più "il cuore più bello del mondo", eppure lo trovava più meraviglioso che mai perché l'amore del vecchio ora scorreva dentro di lui.
 
Di Uomo del Faro (del 15/04/2008 @ 08:46:33, in vita, linkato 71 volte)
Buongiorno mondo!
Oggi c'è il sole dentro, c'è sole fuori, c'è il sole tutto attorno!!!!

Oggi non sono spento

Oggi non voglio stare spento

Oggi sono e mi sento vivo

 
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Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
'Cause life is beautiful that way

Tears, a tidal-wave of tears
Light that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There’s still another game to play
And life is beautiful that way

Here, in his eyes forever more
I will always be as close as you remember from before.

Now, that you're out there on your own
Remember, what is real and what we dream is love alone.

Keep the laughter in your eyes
Soon, your long awaited prize
Well forget about our sorrow
And think about a brighter day
'Cause life is beautiful that way


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.



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