non c'è niente di così intenso che lasciare un dito riposare sulle tue labbra. come una momentanea esitazione, prima di iniziare a parlare, prima che quelle parole prendano la morbida strada della tua bocca.
a volte in quei silenzi sento una sinfonia dell'anima.
in silenzio, come occhi che scivolano dentro a quei respiri, che si fondono tra i pensieri.
vorrei essere mani. vorrei essere dita. vorrei essere le tue parole per sfiorare le tue labbra.
vorrei essere un tatuaggio sul tuo collo, celato da un vago ricordo d'estate, come zampe che scavano nella sabbia, donando sorrisi a quegli occhi così intensi, così profondi, semplicemente immensi, che solo il mare può tentare di arginare.
Dentro me il caos, il desiderio, il caso, fatto di sospiri e piccole ombre ad asciugare al sole. dentro me trascende l'anima, occhi di amanti come risme di vento e petali di nuvole viola che galleggiano nel cielo. sottili parole come sguardi che si accompagnano al desiderio che giorno dopo giorno sento nascere, ardere, fremere come foglie di cacao al vento.
un momento solo per coltivare il nettare della sabbia che verso il basso inerpica, confusa tra le labbra umide di fuoco. un momento solo per chiedere a questa mia passione di affidarsi alle tue mani e restare come aria che sfiora le tue labbra rosa.
alla mia anima come fosse tatuaggio sul tuo collo.
ci sono notti in cui prendere sonno non solo è difficile. è impossibile. ti giri, ti rigiri, ma è inutile. il senso di vuoto che avanza prende spazio tra le dita, che cercano invano. senti ancora il soffiare del vento che ti accarezza l'anima, che cerca di portare via con sè i pensieri di un giorno che volge al termine. come scie bugiarde che rischiano di sollevarti dalle allucinazioni di un'ultima tentazione. e vorrei scriverti. scrivo a te, ogni pensiero come un vortice dell'anima. scrivo a te per non morire dentro, per non lasciare spazio a quel senso di vuoto che incombe dentro, che ti porta sempre più lontano, al limite di un miraggio. non è poesia, non è canzone. è un brivido che corre lungo la schiena e che rischia di morire lì.
vuoi davvero lasciare spazio ai silenzi?
euforia dell'anima attraverso il disordine dei pensieri, cercare una risposta in quegli occhi che ti guardano dentro, che ti scrutano, ultimi resti di un ricordo vagabondo, che si infrange come un'onda contro un sogno.
disegno costruito per stabilire se c'è davvero un senso, come un tatuaggio, un pezzo di cacao che dal cuore viene su, negli occhi, perchè io davvero vorrei scriverti nell'anima, perchè io davvero sento miscele chimiche di ali che sfiorano l'infinito.
separare la perdita dalla confusione, celare la rabbia nei sorrisi di cirostanza, sentire dentro quel vuoto che avanza, e avere solo voglia di stringere tra le mani piccoli gesti che vengono dal cuore.. un buongiorno, un pensiero, silenzi inattesi che tolgono le parole, messaggi di cacao che sbattono con forza sulla porta dell'anima, che cambiano il senso.
che formano un senso.
quello vero.
e rimanere così, ad assaporare il viaggio di una stella, a contemplare il mare e sentire dentro forte, il desiderio di che ho di te.
..dimori il sonno sui tuoi occhi e la pace nel tuo petto! Fossi io sonno e pace per riposare così dolcemente! Il mattino dall'occhio grigio sorride alla notte corrucciata, tracciando strisce di luce sulle nuvole d'Oriente, e l'oscurità maculata s'allontana come un ubriaco dal sentiero diurno scavato dalle ruote del Titano...
silenzio e solitudine occhi chiusi e malinconia una parola non detta una frase mancata un sorriso che dagli occhi scivola via
silenzio e solitudine. nelle mani conservi la stanchezza di una vita e ancora oggi un piccolo bitorzolo di cuore che ti saluta che va via. un arrivederci lungo una vita, lasciando spazio al silenzio di pensieri, di giochi, alla prima sigaretta fumata di nascosto sul balcone di casa tua. e poi le carte, i dispetti, lo scodinzolio di un cane, la carezza affettuosa di quel profumo di buono, la prima torta fatta come solo tu sapevi. eri forte nonna...non ho mai mangiato torte così buone. quelle torte che solo una nonna riesce a fare. non so perchè, ho provato tante volte, ma mai mi è venuta una torta così e oramai mi rassegno all'idea che mai potrò assaggiarne una altrettanto deliziosa. sai nonna, ho un magone enorme. è un misto di paura, di fragilità, sensazioni che ti accarezzano l'anima e che non sai come prendere. magari avessi io quella forza. quella forza che per tutti questi anni ti ha permesso di rialzarti, di continuare, in quello stile che un pò mi appartiene, misto di silenzi e malinconia dagli occhi. un bacio nonna, una carezza dolce sugli occhi tuoi perchè ho bisogno di una parola, ho bisogno di un abbraccio, ho bisogno di piangere e dare spazio a queste lacrime che vengono giù copiose, come spesso accade quando riescono ad aprire un varco in quest'armatura di cartone.
Ho pensieri grano oro nel tempo di una folata di farfalla Ho parole grano oro nella scia di cielo a cavallo di queste nuvole Ho gocce grano oro nei petali di Dalia bagnati dal ricordo del tempo Ho fiocchi grano oro nella neve che lieve scende in una notte di mezz'estate
C'è nel mio cuore, un silenzio più forte di quello che ho sulle labbra, come carezze che aspettano il tuo viso, che non senti nelle poesie che dal cuore vengono su, ma che come sorrisi di sole echeggiano nell'anima, vibrando come ali di farfalle e tremando come mani al vento..
Smile, without a reason why Love, as if you were a child Smile, no matter what they tell you Don’t listen to a word they say 'Cause life is beautiful that way
Tears, a tidal-wave of tears Light that slowly disappears Wait, before you close the curtain There’s still another game to play And life is beautiful that way
Here, in his eyes forever more I will always be as close as you remember from before.
Now, that you're out there on your own Remember, what is real and what we dream is love alone.
Keep the laughter in your eyes Soon, your long awaited prize Well forget about our sorrow And think about a brighter day 'Cause life is beautiful that way
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.