Per vivere bisogna avere coraggio. Sia il seme intatto sia quello che sta incrinando il guscio hanno le stesse proprietà. Eppure, solo quello che sta spaccando l'involucro è in grado di lanciarsi nella avventura della vita.
Un'avventura che richiede un'unica audacia: scoprire che non si può vivere attraverso l'esperienza degli altri, e che bisogna essere disposti ad abbandonarsi. Non si possono prendere gli occhi di uno, le orecchie di un altro, per scoprire in anticipo che cosa accadrà: ogni esistenza è diversa dall'altra.
Qualsiasi cosa mi aspetti, desidero che il mio cuore sia pronto a riceverla. Che io non abbia paura di posare il braccio sulla spalla di qualcuno, anche se dovesse essermi tagliato. Che io non tema di fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima, anche se dovessi essere ferito. Lasciami essere stupido oggi, perché la stupidità è tutto ciò che possiedo da donare stamane; posso essere rimproverato per questo, ma non ha importanza. Domani, chissà, forse sarò meno stupido.
Quando due persone si incontrano, devono essere come due gigli acquatici che si schiudono l'uno accanto all'altro, mostrando ciascuno il proprio cuore dorato e riflettendo il lago, le nuvole e i cieli. Non riesco a capire perché un incontro generi sempre l'opposto di tutto ciò: cuori chiusi e paura di soffrire. Ogni volta che sto con te, conversiamo per quattro, sei ore di seguito.
Se intendiamo trascorrere insieme tutto questo tempo è importante non tentare di nascondere niente, e mantenere i petali bene aperti.
stasera è calato un pò di freddo fuori. e non so perchè, è calato un pò di inverno anche dentro. e vi lascio una piccola fiaba di poesia
C'era una volta un'isola, dove vivevano tutti i sentimenti e i valori degli uomini:il Buon Umore, la Tristezza, il Sapere... così come tutti gli altri, incluso l'Amore.
Un giorno venne annunciato ai sentimenti che l'isola stava per sprofondare, allora prepararono tutte le loro navi e partirono, solo l'Amore volle aspettare fino all'ultimo momento. Quando l'isola fu sul punto di sprofondare, l'Amore decise di chiedere aiuto.
La Ricchezza passò vicino all'Amore su una barca lussuosissima e l'Amore le disse: "Ricchezza, mi puoi portare con te? "Non posso c'é molto oro e argento sulla mia barca e non ho posto per te te."
L'Amore allora decise di chiedere all'Orgoglio che stava passando su un magnifico vascello, "Orgoglio ti prego, mi puoi portare con te?" "Non ti posso aiutare, Amore..." rispose l'Orgoglio, "qui é tutto perfetto, potresti rovinare la mia barca".
Allora l'Amore chiese alla Tristezza che gli passava accanto "Tristezza ti prego, lasciami venire con te", "Oh Amore" rispose la Tristezza, "sono così triste che ho bisogno di stare da sola".
Anche il Buon Umore passò di fianco all'Amore, ma era così contento che non sentì che lo stava chiamando.
All'improvviso una voce disse: "Vieni Amore, ti prendo con me". Era un vecchio che aveva parlato. L'Amore si sentì così riconoscente e pieno di gioia che dimenticò di chiedere il nome al vecchio. Quando arrivarono sulla terra ferma, il vecchio se ne andò.
L'Amore si rese conto di quanto gli dovesse e chiese al Sapere: "Sapere, puoi dirmi chi mi ha aiutato? "E’ stato il Tempo" rispose il Sapere.
"Il Tempo?" si interrogò l'Amore, "Perché mai il Tempo mi ha aiutato?". Il Sapere pieno di saggezza rispose: "Perché solo il Tempo è capace di comprendere quanto l'Amore sia importante nella vita".
questa è la storia del mare d'inverno, e delle onde che si infrangono sul molo e di colui che ci vive. questa è la storia di un lago che si affaccia sul bosco, dei suoi colori e di colei che ci vive. questa è una storia dei giorni nostri, di un raggio di sole, di un petalo di neve e di un sogno.. questa storia non avrà una fine già scritta, e non sarete nemmeno voi a poterla scrivere.. sarà il fato, saranno i calessi, gli ululati e i voli di gabbiano.
nel mare d'inverno vive un guerriero. è un lungo inverno e sul molo da tempo non si posano più nemmeno i gabbiani con i loro richiami. i delfini è da tempo che non vanno a far compagnia al guerriero. gli unici abitanti, oltre il guerriero, sono un branco di lupi che puoi sentir ululare la notte. si dice che spesso, tra le ombre, tra la foschia e la nebbia, puoi vederli camminare assieme, guardando il cielo, affacciati sul mare. a volte li si può vedere correre a perdifiato tra la schiuma che si infrange sul faro e il boato del vento che rompe il silenzio dell'anima. e l'inverno è lungo, non c'è miele intorno, i colori sono tutti racchiusi nelle ombre proiettate sul fondo del mare.
esiste un posto incantato..dove i camosci, i cervi e caprioli rincorrono falchi, le farfalle danzano su petali di miele di orsi, i lupi ululano al vento appoggiando i loro occhi su piccoli petali di neve, e dove piccoli aiutanti ridono dal cuore scaldato dal sole di una piccola fatina. la principessa delle fatine per essere precisi. e c'è un piccolo ulivo, che se lo guardi bene ha braccia grandi e forti al posto dei rami, ciliegie per frutti, fruscii di foglie bagnate dal sole che irradia dal viso della piccola principessa delle fatine. una fatina che con il suo sorriso è in grado di sciogliere la neve, placare le forze del vento, sconvolgere la forma delle nuvole che galleggiano nel cielo.
una notte di luna piena, mentre il guerriero ululava al vento la sua disperazione, incrociò lo sguardo della principessa delle fatine. e sentì il calore del sole. ma come? in inverno? e dal cielo venivano giù batuffoli di neve, caldi, morbidi, cotone soffice per cullare i sogni ed i pensieri. ed un raggio di polvere di stelle squarciò il cielo, posandosi su cocci di cristallo, occhi di argento che riempivano il silenzio della notte. il mare non è mare senza te. non vedi gli scogli che da soli non riescono ad arginare il soffio del vento? fatina, resta qui, regalami un sorso di sole.
non posso guerriero. aspetterò il mattino per meglio vedere...
quella notte il guerriero non riuscì a dormire. si preparò per la guerra, con la spada della voce, uccise il passato e i sogni infranti di milioni di voci al vento. aspetta il mattino dissero i lupi. ma lui nulla più ascoltava. la furia distruttrice di paure antiche da combattere erano tornate. e fu così che per tutta la notte strinse la spada tra le sue mani e uccise i sogni di bambino.
ma non si accorse che i primi raggi si riflettevano su strani alberi, mai visti prima di allora. e c'erano strani frutti con la forma del sole. si avvicinò piano, stanco, con gli occhi che grondavano lacrime di aranciata. e lì, in quel giardino incantato c'era una panchina. e seduta su quella panchina c'era lei, con la criniera poggiata su un cuscino di prato.
perchè piangi? disse la fatina ho perso la mia anima..non la trovo più mia fatina, rispose lui. no, non dire così guerriero, vedi, nel mio bosco incantato è un lungo inverno, ma i miei animali continuano a combattere.. la natura ha i suoi tempi, ma tra un pò il sole scalderà, la neve scioglierà e i cuori ricominceranno a battere...
e sei tu quel sole?
lei sorrise, e dal suo viso raggi di arance rosse illuminarono a giorno quel primo soffio di primavera. e parlarono a lungo in quel luogo incantato, sotto un arancio in fiore.. e guerriero ritrovò il calore di un cuore, e fatina sorrideva dall'anima. i giorni sembravano non passare e le notti erano vulcani di stelle, spicchi di arance di luna che bagnavano di miele i loro cuori...
questa è la storia di un bosco incantato, del suo lungo inverno e di chi ci vive... questa è la storia di un mare e delle sue tempeste e del suo vento e di chi ci vive... questa è una storia dei giorni nostri, di un cuore addormentato e di un sogno.. questa storia avrà una fine già scritta, ma io non la scriverò sarete voi a scriverla..
in questo bosco incantato vive una fatina, è un lungo inverno e il bosco ne soffre, i suoi abitanti sono stanchi e stremati.. la neve cade e non lascia possibilità di scelta. il freddo circonda tutto.. la fatina corre e cerca di aiutare quanto può i suoi amici.. c'è un gruppo di cervi.. maestosi e dignitosi, combattono ogni giorno contro il freddo, contro il ghiaccio, contro la fame.. c'è un gruppo di caprioli.. dolci e timidi.. che al primo fruscio di foglio scappano... c'è un gruppo di camosci che mai abbandonerà le sue amate cime... e infine c'è il branco di lupi, fedeli compagni di avventura della fatina tra di loro un vecchio lupo grigio, il compagno della fatina. suo consigliere nell'ombra.. è un lungo inverno, siamo tutti esausti e non crediamo più nel calore del sole..
esiste un posto incantato.. dove il mare culla le fanciulle e dove il sole è caldo e rincuora... in questo posto vive un guerriero, un guerriero che parla con l'anima, un guerriero che scalda i cuori.. un guerriero che sta per perdere in battaglia e crede ormai di non vincere la guerra.. di questo guerriero non sappiamo molto, solo che anche lui al suo fianco ha dei lupi..
in una notte di luna piena, mentre la fatina con il suoi lupi ululava e piangeva... sapendo che questo inverno pian piano vinceva.. sentì il canto di altri lupi in lontananza... dove erano. voci sconosciute nel suo bosco... si alzo e si posò su quel pino maestoso, in mezzo al bosco.. e li vide in lontananza un bagliore.. il lupo grigio le disse di venire giù.. il bosco ha bisogno di te..
non posso mio fedele amico, cosa è? e così aspetto il mattino, per meglio vedere.. la mattina un debole raggio di sole la colpì.. il sole, il suo amico, allora esiste ancora... e volo verso di lui... trovo un albero, mai visto prima, o forse si in sogno.. e sotto una piccola panchina, in legno, segnata dal tempo.. si sedette e aspetto che il sole splendesse per lei.. ma li vicino sentì scendere una lacrima.. guerriero perchè piangi.. tu che combatti mille battaglie, perchè il tuo viso è bagnato.. ho perso la mia anima.. non la trovo più fatina.. e cosa ancora più grave perderò la mia amata timida dama.. no non dire così, guerriero, vedi nel mio bosco incantato è un lungo inverno, ma i miei animali continuano a combattere la natura ha i suoi tempi, ma tra un po' il sole scalderà, la neve si scioglierà e i cuori ricominceranno a battere... e così in quel luogo incantato, sotto un arancio in fiore, la fatina e il suo guerriero si parlarono a lungo.. fatina ritrovò il calore di un cuore e guerriero trovò la sua anima... i giorni sembravano non passare e le notti erano stelle infiammate per cantarsi alla luna..
poi in un giorno di sole, il lupo grigio uscì dal bosco incantato e disse alla fatina.. è ora che tu torni.. lei si alzò in volo e si sedette sul ramo più alto di quel magnifico arancio.. solo allora rivide la timida dama, seduta sola su uno scoglio, tra il mare in tempesta.. è ora che tu vada, guerriero, che tu torni a casa. io sarò sempre lì, in un raggio di sole o in un soffio di vento, negli occhi antichi dei tuoi lupi... vai, vinci la guerra e porta la tua dolce timida dama nel tuo cuore..
e così torno nel suo bosco incantato e i lupi ulularono... e lei con loro..
Smile, without a reason why Love, as if you were a child Smile, no matter what they tell you Don’t listen to a word they say 'Cause life is beautiful that way
Tears, a tidal-wave of tears Light that slowly disappears Wait, before you close the curtain There’s still another game to play And life is beautiful that way
Here, in his eyes forever more I will always be as close as you remember from before.
Now, that you're out there on your own Remember, what is real and what we dream is love alone.
Keep the laughter in your eyes Soon, your long awaited prize Well forget about our sorrow And think about a brighter day 'Cause life is beautiful that way
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.