..e poi ci sono questi momenti. ti prende dentro, forte, ti senti un groviglio nello stomaco da mancare il fiato. tu vai... ma non è l'amore che va via... lo so lo sai immaginare come un cieco e poi inciampare in due parole a che serve poi parlare per spiegare e intanto, intanto noi corriamo sopra un filo, una stagione, un'inquietudine sottile..
Nei ricordi del grano. Riaffiorano le ombre impresse sulle pareti dell'anima; candele e parole mai dette sotto un cielo di stelle o dentro una carezza del mare.
Mani che scavano nelle tasche della vita in quelle notti che non accadono mai. Stanotte vorrei un sogno. Stanotte vorrei sentirti tra le mie braccia.
come una scommessa nata così, quasi per gioco. e ti capita così, all'improvviso. un sorriso mancato, o forse cercato, la continua ricerca di se stessi.
affinchè si riesca a stare bene, affinchè le nuvole possano lasciare spazio a cieli tersi e notti stellate.
un pò come fare l'alba, vedere sorgere il sole, sentire nuove sensazioni che ti avvolgono, oppure lasciando spazio all'immaginazione, a piccole vibrazioni che ti scuotono l'anima. come occhi. non lo so. mi piace pensare che ogni viaggio porti con sè qualcosa di bello, di nuovo. Magari nuovi punti di vista, nuovi odori, nuovi mondi da esplorare. come occhi. Mi piace pensare che ci possa essere un pensiero ad accompagnarmi, come nuvola, oppure piccoli frammenti di cacao che celebrano una nuova alba, un nuovo sorriso, e perchè no, un nuovo io. sia come sia, è un viaggio nel sorriso. a braccia aperte. sempre e comunque
e anche quest'anno Mi piace iniziare l'anno nuovo con un pensiero bello. solare. di cuore e per il cuore. il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni. (Coelho) Ed io anche per questo inizio, mi sento con il mondo tra le mie mani. Buon inizio
Di klą (del 29/06/2009 @ 19:09:03, in dentro me, linkato 57 volte)
.. Io sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare. Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria, non inizia il giorno dove un altro giorno finisce, e nessuna aurora ci trova dove ci ha lasciato al tramonto. Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio. Siamo i semi della tenace pianta, ed è nella nostra maturità e pienezza di cuore che veniamo consegnati al vento e dispersi... (K. Gibran - Il Profeta)
Di klą (del 14/05/2009 @ 13:24:20, in dentro me, linkato 56 volte)
come musica soul. quella malinconica, quella che ad ogni basso è un sussulto del cuore, che va e viene come onde sul bagnasciuga. quella che ti fa vibrare l'anima, mettendoti davanti ad un tramonto, ad un pugno di sabbia e ad un mare da attraversare. da nuotare, da respirare.
la mattina si apre con un raggio di poesia. le nuvole lasciano il tempo, rincorrendosi negli spazi infiniti che vanno da un cuore ad un altro. soffia il vento.
non esiste un c'era. esiste un c'è.
dei miei colori del bianco e del nero delle onde e del vento della neve che si posa sui pensieri dello zucchero filato di un treno a vapore nella pioggia che scorre nelle vene e nei petali di un fiore di Dalia nello spicchio di luna dentro uno specchio di cielo affacciato sul deserto o in un giardino incantato nei campi di grano e sulle foglie di ulivo nella luce del camino o tra le mani di candela seduto su quella panchina sotto un cielo di arance mangiando tozzi di pane e carezze di cane
non esiste un c'era. esiste un c'è
e poco importa se sto morendo, non voglio avere un animo più brutto fiero guardo quel bitorzolo, quei ciottoli e piccoli granelli di fumo la mattina si apre con un raggio di poesia e come un raggio di poesia vorrei fosse la mia vita.
"e mi manca un pò il respiro se ci sei c'è troppa luce la mia anima si spande come musica d'estate poi la voglia sai mi prende e mi accende con i baci tuoi"
dieci anni. per qualcuno può essere un lasso di tempo non esageratamente ampio. non importante. per me invece sembra essere trascorso tutto così maleddettamente veloce. dieci anni in cui è successo tutto. o forse non è successo niente.
mi guardo indietro, cerco di capire, cerco di ripercorrere ogni piccolo o grande passo. ma oggi è di vento, troppa confusione dentro. troppi pensieri che si accalcano come mosche sulla merda fumante.
dieci anni e sentire ancora un vuoto incolmabile dentro. dieci anni. e dirsi, cazzo klà, hai sbagliato qui. hai sbagliato pure qui, e purtroppo hai sbagliato pure lì. sbagli, sbagli, e nessuno che ti indica una strada, nessuno che ti dice, guarda, più avanti ci sono le istruzioni per l'uomo del faro. più avanti puoi trovare una risposta a quella maledetta domanda. o almeno un indizio cazzo, non chiedo poi tanto.
e poi ci sono i dolori dell'anima. i bitorzoli che in 10 anni hanno reso questo cuore sempre meno forte. "non è il male, nè la botta, ma purtroppo il livido". meno resistente. sempre meno guerriero.
per stasera è questo il mio pensiero più intimo, quello più grande. quello che avrei voluto raccontare al mio migliore amico, quello sposato, a 500 km di distanza, ma che forse amico non è. o forse vorresti dirlo a lei. lei che più di ogni altro ti conosce e che in qualche modo ti accompagna nei percorsi dell'anima.
salgo sul mio faro stasera, mi crogiolo nella malinconia e non mi resta che poggiare la testa tra le mani e lasciare che le onde prendano il sopravvento.
almeno per oggi. solo per oggi. che righino pure il mio viso senza paura, senza vergogna.. senza quella paura di dovermi giudicare ancora, di mettermi sempre e comunque in discussione.
ci sono canzoni che in maniera indelebile accompagnano i tuoi pensieri. stasera poi, c'è una canzone in particolare che mi scorre dentro le vene, accarezzando le pareti del cuore e facendo vibrare le ciglia dell'anima. dolce. lieve come un bacio. morbido, caldo, che da solo è in grado di riscaldare più di un raggio di sole
e poi c'è la neve. splendida neve di una notte di aprile, con fiocchi di stelle che illuminano il cielo, e petali di stelle che cadono soffici dal cielo. è musica per un poeta sognatore. o forse poesia per quell'uomo che dal faro illumina attraverso luce soffusa di una marlboro accesa. e senti come brucia, ogni tiro è un pensiero di fumo che s'annida sulle onde impetuose del mare.
hai visto mai le onde infrangersi sull'anima del guerriero? chiudi gli occhi allora, e lasciati trasportare dalle splendide note di questa canzone..
Ho sete significa che sono vivo Che importa se l'ultimo o il primo Il cuore vuol battere ancora, ancora ...sabbia rossa e deserto La sento negli occhi, in fondo ai miei occhi, Salire dal mare passando dal cuore..
come quando non riesci a chiudere occhio, e ti lasci trasportare da una marea di pensieri, contorti, concatenati, uniti da un filo sottile che come treccia ti incatena l'anima ai frammenti di schiuma. stanotte va così, con nuvole di pioggia come coperte, una sigaretta accesa che ti brucia la gola, e mille domande. e mille risposte. ma mai nessuna sarà quella che tu cerchi. mai nessuna potrà essere quella risposta.
nessuna poesia. nessuna musica intorno a cullare le stelle. e non solo per le nuvole. ma perchè cosa ci potrebbe mai essere di poetico in fazzoletti di addio che viaggiano, gonfi come vele al vento, infrangendosi tra le fronde di ulivi e fiori di dalia.
petali sparsi sull'uscio di cuscini, urla soffuse ampie come il cielo, che spaccano gli occhi nei voli di labbra di farfalle. corolle infreddolite sul mio petto. niente è poesia oramai. nulla è come potrebbe sembrare. sigarette e caffè e pensieri di parole.
e sono solo parole.
pensieri soffusi. pensieri sommessi.
è un pò come se il lutto si impadronisse d' un paese festante, con la vedova che mostra al mondo intero il bitorzolo del cuore tra le mani, come un'estate di grano nelle mura di una chiesa d'oro con il suono che rintocca attimi perduti, pietre scalciate con rabbia dalle gradinate di un fiume danzante. tutto scorre, lento, inesorabile, come pensieri soffusi e voci sommesse. lamenti ostinati. corolle di naufragio. fuggi clà. non è tempo di guerra, non è tempo di battagliare ancora. non è tempo.
riprendersi un pò di spazio per parlare con se stessi. piccoli spazi delicati, dove muoversi cautamente, in punta di piedi per non fare troppo rumore e non lasciare che la sabbia possa graffiare la pelle, sospinta con impeto dal vento. e dare spazio all'immaginazione, ai ricordi, alle piccole fantasie di un foglio elettronico che scorre tra le dita, dove ad ogni pigiare corrisponde una lettera, poi una parola, poi una frase, e poi ancora un'emozione. e vorresti tradurre quello che c'è dentro. aprire piano piano per lasciare entrare quello che c'è stato, quello che poteva essere, quello che forse oramai non c'è. ma sono solo pensieri di parole. niente di più. un'ultima sigaretta e giuro che vado a dormire. un'ultima boccata. niente dippiù
Smile, without a reason why Love, as if you were a child Smile, no matter what they tell you Dont listen to a word they say 'Cause life is beautiful that way
Tears, a tidal-wave of tears Light that slowly disappears Wait, before you close the curtain Theres still another game to play And life is beautiful that way
Here, in his eyes forever more I will always be as close as you remember from before.
Now, that you're out there on your own Remember, what is real and what we dream is love alone.
Keep the laughter in your eyes Soon, your long awaited prize Well forget about our sorrow And think about a brighter day 'Cause life is beautiful that way
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce. Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi e' infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante. Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterą al raggiungimento di una splendida felicitą.