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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
... In quel momento apparve la volpe. "Buon giorno", disse la volpe. "Buon giorno", rispose gentilmente il piccolo principe, voltandosi: ma non vide nessuno. "Sono qui", disse la voce, "sotto al melo... " "Chi sei?" domandò il piccolo principe, "sei molto carino... " "Sono una volpe", disse la volpe. "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... " "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". "Ah! scusa", fece il piccolo principe. Ma dopo un momento di riflessione soggiunse: "Che cosa vuol dire "addomesticare"?" "Non sei di queste parti, tu", disse la volpe, "che cosa cerchi?" "Cerco gli uomini", disse il piccolo principe. "Che cosa vuol dire "addomesticare"?" "Gli uomini" disse la volpe, "hanno dei fucili e cacciano. È molto noioso! Allevano anche delle galline. È il loro solo interesse. Tu cerchi delle galline?" "No", disse il piccolo principe. "Cerco degli amici. Che cosa vuol dire "addomesticare?" "È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangerò". "La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... " "È vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "È certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo". "Comincio a capire" disse il piccolo principe. "C'è un fiore... credo che mi abbia addomesticato... " "È possibile", disse la volpe. "Capita di tutto sulla Terra... " "Oh! non è sulla Terra", disse il piccolo principe. La volpe sembrò perplessa: "Su un altro pianeta?" "Si". "Ci sono dei cacciatori su questo pianeta?" "No". "Questo mi interessa. E delle galline?" "No". "Non c'è niente di perfetto", sospirò la volpe. Ma la volpe ritornò alla sua idea: "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se tu mi addomestichi, la mia vita sarà illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi fanno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color dell'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano... " La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: "Per favore... addomesticami", disse. "Volentieri", disse il piccolo principe, "ma non ho molto tempo, però. Ho da scoprire degli amici, e da conoscere molte cose". "Non ci conoscono che le cose che si addomesticano", disse la volpe. "Gli uomini non hanno più tempo per conoscere nulla. Comprano dai mercanti le cose già fatte. Ma siccome non esistono mercanti di amici, gli uomini non hanno più amici. Se tu vuoi un amico addomesticami!" "Che cosa bisogna fare?" domandò il piccolo principe. "Bisogna essere molto pazienti", rispose la volpe. "In principio tu ti sederai un po' lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio e tu non dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un po' più vicino... " Il piccolo principe ritornò l'indomani. "Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora", disse la volpe. "Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore... Ci vogliono i riti". "Che cos'è un rito?" disse il piccolo principe. "Anche questa è una cosa da tempo dimenticata", disse la volpe. "È quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un'ora dalle altre ore. C'è un rito, per esempio, presso i miei cacciatori. Il giovedi ballano con le ragazze del villaggio. Allora il giovedi è un giorno meraviglioso! Io mi spingo sino alla vigna. Se i cacciatori ballassero in un giorno qualsiasi, i giorni si assomiglierebbero tutti, e non avrei mai vacanza". Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "... piangerò". "La colpa è tua", disse il piccolo principe, "io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... " "È vero", disse la volpe. "Ma piangerai!" disse il piccolo principe. "È certo", disse la volpe. "Ma allora che ci guadagni?" "Ci guadagno", disse la volpe, "il colore del grano". Poi soggiunse: "Và a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente", disse. "Nessuno vi ha addomesticato, e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico ed ora è per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. "Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. "Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perchè è lei che ho innaffiata. Perchè è lei che ho messa sotto la campana di vetro. Perchè è lei che ho riparata col paravento. Perchè su di lei ho uccisi i bruchi (salvo i due o tre per le farfalle). Perchè è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perchè è la mia rosa". E ritornò dalla volpe. "Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". "L'essenziale è invisibile agli occhi", ripetè il piccolo principe, per ricordarselo. " È il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante". "È il tempo che ho perduto per la mia rosa... " sussurrò il piccolo principe per ricordarselo. " Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa... " "Io sono responsabile della mia rosa... " ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
..soffio impalpabile..
interno notte.
amore mio, non so da dove cominciare.
non so se sia possibile riuscire a far ordine, o semplicemente riuscir a trovar le parole che sento in quest’incendio che ho dentro, nel bruciare delle mie passioni, nelle fiamme delle ali che ti accarezzano nell’intimo, come fosse musica, come una poesia che narra l'aurora del mio amore.
Una vibrazione per ogni tuo singolo gesto, una scossa per ogni tuo sussulto, un’onda per ogni tuo sguardo, una folata per ogni tua parola. non c'è parola, non c'è pensiero. è dentro l'anima.
sin da quel primo giorno in cui per caso ho sbattuto dentro ai tuoi occhi, ad oggi, giorno dopo giorno, ho sentito crescere in me l’attrazione di quel richiamo, la sirena ammaliatrice che mi portava alla confusione devastante, ad una confusione di certezze, quella certezza del tutto assoluta che risiede in una semplice parola. è amore.
Una spolverata di polvere di stelle sui miei occhi, per risvegliare un triste cuore, un cuore maturo come tu lo chiami, ma che luna dopo luna, ha cominciato ad affidare ogni suo battito al tuo essere donna, semplice e pura, sofisticata e strega come solo tu hai saputo dimostrare.
Come vedi è puro, e non è semplice descrivere ciò che sento di provare, ed è ottuso da parte mia continuare a limitare solo in una parola tutto questo immenso.
Non posso, non riesco, e anche se volessi, sarebbe un torto illimitato, uno strazio profondo nella chiave di violino di questa mia lirica, di questa mia poesia che sento di dover scrivere per te.
Dolcissima notte amore mio, che Morfeo possa coccolarti con questo mio messaggio in una conchiglia di cristallo, che tu possa ascoltare le mie parole affidate ai quattro venti, è che Ermes, messaggero divino, possa fare in fretta ed in silenzio per posare al tuo orecchio, questo mio soffio impalpabile, questo soffio saturo d’amore per te.
la nostra baita
interno notte.
nel bagliore di quel bioccolo di neve dentro al cuore di un vento gelido sotto l’empireo adorno di stelle anima e corpo di un delirio d’amore
tutto intorno desta calore e non c’è squilibrio dentro me non conosco altro che l’essenza della passione sei tu donna sei un dono verso gl’occhi miei
dalle tue ali di nuvola ricevo un caldo abbraccio come gocce chiare e limpide cadono dal cielo sui miei occhi nessun dolore, nessun inverno sfiorare un tuo sguardo al bagliore di quel fuoco sopra quel mare di candore è tutto poesia attorno a me
non odo il freddo se sei tu al mio fianco non conosco il freddo se il camino è acceso non abbraccio il freddo se ti guardo dentro gl'occhi non capisco il freddo per le mie paure non assaggio il freddo se tutto questo è un sogno
sei tu donna perfezione sei il nutrimento il nettare del mio vivere nembo di un sogno
un sogno d’amore..
senza parlare
interno notte.
non ho parole non ci sono parole per poter descrivere. credo sia meglio lasciare spazio alla poesia.
Senza parlare
Ho visto il mare ed il cielo Su di una soffice onda di nuvola Giocare insieme in profondo silenzio. E trovare all’orizzonte Un luogo di incontro per le loro anime
Senza parlare
Ascoltando solo il battito dei loro cuori
Ho visto due amici Su di una soffice nuvola di onde Giocare insieme in un profondo silenzio. E trovare nei loro cuori Un luogo d’incontro per le loro anime
Senza parlare
Ascoltando solo il silenzio di pensieri proibiti
23.04.06
Onde di primavera
interno mattina. ho visto una conchiglia era lì sul bagnasciuga bellissima bella un sogno mi ha parlato una frase lunga uno sguardo una frase mi ha raccontato di lei una storia che già conoscevo una storia che era già parte di me ho sentito poesia farfalle dentro musica fuori ho visto le onde incresparsi ho visto il mare innamorarsi di lei ho visto un'onda di passione accarezzarla e portarla via con sè non potevo non sfiorarti. è più forte di me...
Mani di candela
Interno mattina.
Credo che per qualche tempo dovrai abituarti a leggermi un po’ meno.
Sai, credo di essermi “ammalato”, una malattia che colpisce in modo principale gli scrittori, ma anche quelle persone che affidano i propri pensieri a carta e penna, anche se di carta e penna non ne vediamo quasi più per niente. Ovviamente io faccio parte della seconda categoria, quelli che hanno affidato alla scrittura le proprie emozioni, i propri pensieri.
Questa malattia si chiama “blocco dello scrittore”. E’ praticamente una malattia comune, che ti inchioda d’avanti al tuo bel pezzo di carta o al tuo foglio elettronico, e non ti permette di esprimere quello che hai dentro, quello che è dentro di te.
Ti faccio un esempio. Io stamattina vorrei tanto parlarti di un sogno che ho fatto questa notte. Ma non riesco a parlartene perché non credo esistano parole che possano descriverlo al meglio.
Non posso mica dirti che all’ombra di una luce di candela, ho visto le sue mani. erano lì, affusolate e morbide. Erano ciò di più bello che le mie mani abbiano mai visto.
Ho visto le mie che nel chiarore di quel piccolo fuoco, con timidezza, le cercavano.
Si avvicinavano paura, le guardavano con timore, e sentivano dentro un brivido, un fremito di passione. E le vedevo sudare lacrime, volevano accarezzarle, ma si vergognavano perché sporche, grosse e tozze, rovinate dal tempo e da un lavoro faticoso. Non potevano contaminare cotanta bellezza, e le ho viste nascondersi dietro la fiamma di quella candela accesa, dietro quel barlume, come farebbe un bambino che cerca un po’ di riparo. Non potendo sentire quel calore, le ho viste bruciarsi di passione, ardere dentro in perfetta solitudine. In un silenzio di mille pensieri. Ma le ho viste lacrimare di gioia perché potevano ancora vedere quelle mani di pianoforte..
Non riesco a descriverti più quello che ho dentro, forse non voglio più, chi lo sa. Ma caro diario, non averne a male se per qualche tempo mi vedrai scrivere cose stupide, cose sciocche, forse pensieri altrui. Per il momento ho bisogno solo di fare come le mie mani in quel sogno strano che non son riuscito a descriverti.
una nuvola di cuscino
Un giorno lessi in una favola... Ci sono anime che hanno stelle azzurre sulla pelle odore di mattini secchi di estate e angoli di brezza mattutina che conservano rumori di onde lievi di mare e di sogni ad occhi aperti. ma le onde s'infrangono sul tuo petto e pulsano di un vento gelido che oggi soffia da nord che ti chiude gl'occhi, anche se non è quello che volevi Occhi bagnati dal sale che brucia dentro che ti secca l'anima e intanto oggi qui fuori piove. piove dentro e piove fuori e a quelle anime non rimane che una soffice nuvola per cuscino tanto per riposare un pò accoccolati tra le lacrime
un raggio d'amore
interno notte.
è domani. ancora una notte. e poi saremo io e te anima e corpo.
è domani amore una notte di sogni di abbracci di calore e poi saremo io e te anima e corpo come mille volte dentro me
è oggi amore fiori di pensieri sbocciano sulle nuvole come corolla di sorrisi mio nettare presioso si voltano verso te mio sole d'amore
goccia dopo goccia..
interno sera.
qualsiasi parola non sarebbe giusta. non renderebbe giustizia a quello che ho dentro. ha quello che ho provato. a quello che sento.
Goccia dopo goccia. ancora. ancora una e poi un'altra.
Non fermare questo immenso.
Piove, ma dentro è scroscio di stelle. mai tanto desiderato fu l'infinito scosse al cuore di un batter d’ali via via sempre più incessante in ogni singola goccia in ogni fremito di mare in ogni respiro di brezza che bagna questa riva che innaffia questa spiaggia e che asciuga queste labbra
raggio di luna
Finalmente questa notte ho scoperto il tuo segreto il segreto della Luna e della sua sontuosità
ogni sera ed ogni notte prima di sorgere di brillare in silenzio e in gran segreto c'è qualcuno lì vicino per curare e migliorare.
cura il volto e i lineamenti poi le dona un gran sorriso un sorriso assai incantato che mi ha fatto innamorare.
la riveste di amor proprio di nutella e di magia e di latte condensato ogni sera è un'elegia
bada bene non è sorte anzi è assai pericoloso donar luce e lo splendore ai tuoi occhi e al tuo cuore
to be, or not to be
interno notte.
scrivere o non scrivere questo è il dilemma. se sia più nobile d'animo sopportare sopportare l'idea che tu non sia mia o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.
Morire dormire sognare forse: ma qui é l'ostacolo: quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale, ci trattiene: é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.
amore che fare? aiutami a capire, aiutami a non farti del male non voglio essere sofferenza non voglio affligere i tuoi pensieri oltraggiare i tuoi sentimenti non voglio che ci sia tristezza negl'occhi tuoi
Ne ho commessi di errori ho sbagliato, son caduto, mi sono alzato e sempre ho avuto la forza di cercare ho sempre avuto la forza di trovare e una via d'uscita esiste sempre quella che son certo sarà la strada migliore.
Ma rendimi partecipe delle tue emozioni, dai un pugno al mio viso se vuoi ma non aver timore del mio dolore cerca di preservare quello di più prezioso nasconde il tuo cuore è gioia per me. è amore.
sii felice amore è quello che voglio
E’ un po’ come chiedere l’elemosina stare in silenzio ad osservare e subire lo splendore di un cielo d’Oriente senza poter vivere sulla propria pelle quel calore senza poter toccare, se non nei miei sogni quel principio di bagliore accontentarsi delle miserie che un passante vorrà farmi dono solo per non perire per non sopportare le iniquità del tuo cuore. Hai un posto dentro te? fallo esistere amore, perché non mi appartiene fanne fuoco, fanne cenere, fanne lacrime di sale dai fuoco alle ultime illusioni di un povero mendicante. E che importa se mi permettevano di respirare di vivere di sognare al limite del tuo sonno, cosa importa se dentro me continuo a viverti in un sogno senza tempo negl’ostacoli infiniti del tuo cuore. ..un tozzo di pane è il mio pezzo di cuore
E’ un po’ come chiedere l’elemosina stare in silenzio ad osservare e subire lo splendore di un cielo d’Oriente senza poter vivere sulla propria pelle quel calore senza poter toccare, se non nei miei sogni quel principio di bagliore accontentarsi delle miserie che un passante vorrà farmi dono solo per non perire per non sopportare le iniquità del tuo cuore. Hai un posto dentro te? fallo esistere amore, perché non mi appartiene fanne fuoco, fanne cenere, fanne lacrime di sale dai fuoco alle ultime illusioni di un povero mendicante. E che importa se mi permettevano di respirare di vivere di sognare al limite del tuo sonno, cosa importa se dentro me continuo a viverti in un sogno senza tempo negl’ostacoli infiniti del tuo cuore. ..un tozzo di pane è il mio pezzo di cuore
Giardino di Follia
Tu cammini all’interno della mia poesia, questa mia musica di passione ha generato il giardino della mia eclissi di luna
avanti indietro avanti idietro
passo ore ed ore per cercare conforto assaporare il tuo profumo un profumo di emozione immortale
avanti indietro avanti idietro
e lì che cerco la scrittura è lì che solo il mio piano riesce a suonare dove ogni fiore riesce a resistere nonostante sia un prato mai calpestato nonostante solo la natura sia testimone del mio amore per te.
Un’anima dall’oceano, un’anima sola, un’anima dall’oceano amore, la mia sola anima.
Come vedi è amore puro come vedi è semplicemente alla follia. Ed è solo per te

Noite e luar eu queria cantar Vamos embora que ainda crece vamos tentar Deixa a dor que voce Leva dentro que tem Lembra de nos, meu bem, vamos juntos a cantar Dentro de mim eu queria saber Onde estava a vida sem Voce ao lado meu Tudo era tao frio E voce aconteceu Perto de mim ,meu bem Vamos juntos a cantar Deixa la a dor Tudo va acontecer Eu preciso perdao Deixa as duvidas vem Deixa la amor Tenho beijos na mao Eu preciso perdao eu te quero pra mim Noite e luar eu queria cantar Vamos embora que ainda crece vamos tentar Deixa a dor que voce Leva dentro que tem Lembra de nos, meu bem, vamos juntos a cantar
- Patrizia Laquidara -

ho sognato di te
ho sognato di te di noi vicino al camino stretti stretti accoccolati d'avanti al fuoco riscaldavamo i nostri corpi in tenerissime effusioni.
ho sognato di te di noi in riva al lago con le ninfee che facevano da sfondo alle nostre carezze e alle nostre perdute emozioni.
ho sognato di te di noi c'era la luna piena a riscaldare il nostro corpo la stessa luna che hai disegnato tu la stessa luna che hai ricoperto di latte condensato e di nutella la stessa luna che rende dolce il pensiero di tutti gli innamorati che fermeranno anche solo per un istante il loro sguardo incantato per ammirare questa tua nuova meraviglia ho sognato di te ho sognato di noi.
Meschino colui che ha avuto paura di correre rischi.
Perché forse non sarà mai deluso, non avrà disillusioni, né
soffrirà come coloro che hanno un sogno da perseguire. Ma
quando quell'uomo guarderà dietro di sé, perché capita sempre
di guardare indietro, sentirà il proprio cuore dire: 'Che
cosa ne hai fatto dei miracoli di cui Dio ha disseminato i
tuoi giorni? Come hai impiegato le doti che il tuo Maestro ti
ha affidato? Le hai sotterrate in una fossa profonda, perché
avevi paura di perderle. Allora la tua eredità è questa: la certezza
di aver sprecato la tua vita.
stasera mi sembra di esser senza parole. vorrei scriverti le frasi più belle, intingendo la mia penna nel cuore, ma non sono un poeta amore, e non esistono parole per rendere ragione. vorrei scrivere le frasi più belle amore ma non su un blog, non sul monitor di un computer, nemmeno sul display di un cellulare. vorrei poter scrivere le frasi più belle nel tuo cielo, usando polvere di stelle per inchiostro, che possano illuminarti il viso e rendere giustizia alla tua bellezza. vorrei scrivere le frasi più belle stanotte amore, e le vorrei scrivere sulla tua pelle, sfiorando il tuo viso con tutta la dolcezza che posso, con l'amore profondo che mi lega a te e alla tua anima. vorrei, vorrei, amore non sai cosa darei per poter tornare ad essere il tuo mondo e continuo a volere ma senza potere. c'è purezza nei miei pensieri quando penso a te è la genuinità del mio cuore che cerca riparo tra le tue braccia. e vorrei amore, vorrei poter essere immerso nei tuoi pensieri e regalare un sorriso grande quanto l'infinito che possa essere la linea di confine tra il cielo ed il mare che possa essere eterno, tanto quanto il mio amore per te.
ovunque tu sia
stasera mi sembra di esser senza parole. vorrei scriverti le frasi più belle, intingendo la mia penna nel cuore, ma non sono un poeta amore, e non esistono parole per rendere ragione. vorrei scrivere le frasi più belle amore ma non su un blog, non sul monitor di un computer, nemmeno sul display di un cellulare. vorrei poter scrivere le frasi più belle nel tuo cielo, usando polvere di stelle per inchiostro, che possano illuminarti il viso e rendere giustizia alla tua bellezza. vorrei scrivere le frasi più belle stanotte amore, e le vorrei scrivere sulla tua pelle, sfiorando il tuo viso con tutta la dolcezza che posso, con l'amore profondo che mi lega a te e alla tua anima. vorrei, vorrei, amore non sai cosa darei per poter tornare ad essere il tuo mondo e continuo a volere ma senza potere. c'è purezza nei miei pensieri quando penso a te è la genuinità del mio cuore che cerca riparo tra le tue braccia. e vorrei amore, vorrei poter essere immerso nei tuoi pensieri e regalare un sorriso grande quanto l'infinito che possa essere la linea di confine tra il cielo ed il mare che possa essere eterno, tanto quanto il mio amore per te.
ovunque tu sia
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