ci sono notti in cui prendere sonno non solo è difficile. è impossibile. ti giri, ti rigiri, ma è inutile. il senso di vuoto che avanza prende spazio tra le dita, che cercano invano. senti ancora il soffiare del vento che ti accarezza l'anima, che cerca di portare via con sè i pensieri di un giorno che volge al termine. come scie bugiarde che rischiano di sollevarti dalle allucinazioni di un'ultima tentazione. e vorrei scriverti. scrivo a te, ogni pensiero come un vortice dell'anima. scrivo a te per non morire dentro, per non lasciare spazio a quel senso di vuoto che incombe dentro, che ti porta sempre più lontano, al limite di un miraggio. non è poesia, non è canzone. è un brivido che corre lungo la schiena e che rischia di morire lì.
vuoi davvero lasciare spazio ai silenzi?
euforia dell'anima attraverso il disordine dei pensieri, cercare una risposta in quegli occhi che ti guardano dentro, che ti scrutano, ultimi resti di un ricordo vagabondo, che si infrange come un'onda contro un sogno.
disegno costruito per stabilire se c'è davvero un senso, come un tatuaggio, un pezzo di cacao che dal cuore viene su, negli occhi, perchè io davvero vorrei scriverti nell'anima, perchè io davvero sento miscele chimiche di ali che sfiorano l'infinito.
separare la perdita dalla confusione, celare la rabbia nei sorrisi di cirostanza, sentire dentro quel vuoto che avanza, e avere solo voglia di stringere tra le mani piccoli gesti che vengono dal cuore.. un buongiorno, un pensiero, silenzi inattesi che tolgono le parole, messaggi di cacao che sbattono con forza sulla porta dell'anima, che cambiano il senso.
che formano un senso.
quello vero.
e rimanere così, ad assaporare il viaggio di una stella, a contemplare il mare e sentire dentro forte, il desiderio di che ho di te.
è in fondo un pò come essere l'uomo del faro.
e vorrei esserlo. ma solo per te.
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