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E quando l'inverno combatte, si scontra, nelle piccole gocce di rugiada che la primavera porta via con sè Quando un giovane poeta lotta e si scontra, nelle piccole gocce di rugiada che cadono dagli occhi quando le tue mani, comprendono quei piccoli fiori di campo che l'estate appassisce, come la coscienza di un albero di Giuda nel volgere nel cuore dell'inverno il suo sguardo all'orizzonte guardando non più al sole che è passato ma al sole quando tornerà mettendoci il silenzio dei pensieri, l'intensità delle tue assenze, lasciando spazio all'inatteso giorno che silente volge al termine con quei calli contadino di poesia che spera ancora di poter cogliere la nascita di un piccolo petalo viola non pensando ad altro che a quel momento di vita solitudine di un lavoro sporco tra le zolle di fango e le buie notti di freddo. E non c'è distanza, non c'è un domani che non sia intriso dal tuo colore come girandole al vento, dal tuo sapore che non ho saputo cogliere, troppo flebile tra le mie mani come candele al sole. Non c'è incendio stanotte attorno a me, se nell'anima mia il volgere del sole è il tuo sguardo se il volgere del sole è rivolto al tuo ricordo di rugiada.
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