ogni tanto fai una sosta. ti fermi, scruti l'orizzonte e ti perdi nelle meraviglie che la natura può offrire.
a volte c'è un paesaggio splendido, bellissimo.
e ti viene voglia di avvicinarti.
di sfiorarlo.
di toccarlo con mano.
e mentre sei lì ad ammirare, cominci a sentire odore di bruciato
ma sei così preso dallo splendore che non ti accorgi che sei tu a bruciare.
che il fuoco ti sta annientando.
non importa.
il bello è più forte del dolore.
ed io voglio continuare a toccare.
ed io voglio continuare.
voglio voglio voglio.
vaffanculo se lo voglio.
è più importante.
e senti di essere pronto a morire per quello splendore.
ti senti che sei disposto a tutto, davvero a tutto.
ma piano piano senti il dolore che ti pervade, dapprima gl'occhi.
poi la mente.
ed infine il cuore.
non vuoi sposare la tua mano, vuoi continuare a far parte di quel mondo.
vuoi restare immerso per sempre. fino a morirne.
chiudi gl'occhi. stringi i denti. soffri in silenzio.
ma poi succede qualcosa di strano, qualcosa di inspiegabile.
appena apri gl'occhi ti rendi conto che quel paesaggio non esiste più. il brutto è che non è mai esistito.
che strana la vita
bastarda.
riprendiamo a camminare che c'è ancora tanta strada da fare.