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Come L'uomo del Faro

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Di Uomo del Faro (del 14/11/2014 @ 17:16:28, in canzoni di poesia, linkato 17 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 08/11/2014 @ 11:21:16, in frasi di vita, frasi di me, linkato 21 volte)
"L'Anima del Mondo è alimentata dalla felicità degli uomini. O dall'infelicità, dall'invidia, dalla gelosia.
Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando desideri qualcosa, tutto l'Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio."


Paulo Coelho.
 
Di Uomo del Faro (del 27/10/2014 @ 02:09:37, in come l'uomo del faro, linkato 33 volte)
Se per un istante Dio si dimenticasse che sono una marionetta di stoffa e mi facesse dono di un pezzo di vita, probabilmente non direi tutto ciò che penso, ma penserei a tutto ciò che dico.
Valuterei le cose non per il loro valore, ma per ciò che significano.
Dormirei poco e sognerei di più, sapendo che per ogni minuto che teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce. Andrei avanti quando gli altri si fermano, mi sveglierei quando gli altri dormono.
Ascolterei quando gli altri parlano e con quanto piacere gusterei un buon gelato al cioccolato.
Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice, mi butterei per terra al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
Dio mio, se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l'arrivo del sole. Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni donna che è la mia prediletta e vivrei innamorato dell'amore.
Agli uomini dimostrerei quanto sbagliano pensando che smettono di innamorarsi quando invecchiano, non sapendo che invecchiano quando smettono di innamorarsi!
A un bambino darei le ali, ma lascerei che imparasse a volare da solo. Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con l'oblio.
Ho imparato così tanto da voi uomini... Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel modo di salire la scarpata.
Ho imparato che quando un neonato stringe per la prima volta il dito del padre nel suo piccolo pugno, lo tiene stretto per sempre.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare dall'alto in basso un altro uomo solo per aiutarlo a rialzarsi.
Sono tante le cose che ho imparato da voi, ma in verità non saranno granché utili, perché quando mi metteranno in questa valigia, purtroppo starò per morire...

(da Lo Que Le He Enseñado a la Vida)
Johnny Welch.
 
Di Uomo del Faro (del 03/10/2014 @ 16:44:51, in canzoni di poesia, linkato 43 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 29/09/2014 @ 10:10:00, in dentro me, linkato 37 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 17/09/2014 @ 11:17:26, in canzoni di poesia, linkato 53 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 08/09/2014 @ 23:43:43, in nellanima, linkato 45 volte)
big moon by @uomodelfaro



e poi sentii l'anima ululare
 
Di Uomo del Faro (del 08/09/2014 @ 21:57:05, in frasi di vita, frasi di me, linkato 55 volte)

I

Siate ingenui, innocenti, non-cinici, come se foste appena atterrati sulla terra (come in realtà siete, come in realtà noi tutti siamo), sbalorditi da quello su cui siete stati scagliati.

II

Scrivete viventi quotidiani. Siate un reporter dallo spazio esterno, che inoltra dispacci a qualche supremo caporedattore che creda alla rivelazione totale dei fatti e abbia scarsa tolleranza per le stronzate.

III

Evitate la provincia, mirate all’universo.

IV

Non frequentate laboratori di poesia, ma se lo fate, andateci non per apprendere “come” ma per imparare “cosa” (Cosa è importante scrivere).

V

Resistete molto, obbedite meno.

VI

Il detto di William Carlos Williams “Non idee se non nelle cose” va bene per la prosa, ma stende un peso morto sul lirismo, dal momento che le “cose” sono morte.

VII

Lavorate su una frontiera, se riuscite a trovarne una.

VIII

Coltivate la dissidenza ed il pensiero critico. “Il primo pensiero è il pensiero migliore” è forse detto che non fa al caso della più grande poesia. Il primo pensiero potrebbe essere il pensiero peggiore.

IX

Mettete in discussione tutto e tutti. Siate sovversivi, mettendo costantemente in dubbio la realtà e lo status quo.

X

Siate poeti, non affaristi. Non soddisfate, non assecondate, specialmente non un possibile pubblico, lettori, redattori o editori.

XI

Uscite allo scoperto, fuori dall’armadio. E’ buio lì dentro.

XII

Aprite le tende, spalancate le imposte, alzate il tetto, svitate le serrature dalle porte, ma non gettate via le viti.

XIII

Impegnatevi in qualcosa al di fuori di voi. Siate militanti. O estatici.

XIV

Essere poeti a sedici anni vuol dire avere sedici anni, essere poeti a quaranta vuol dire essere poeti. Siate entrambe le cose.

XV

Vi auguro una bella giornata.

(Lawrence Ferlinghetti, editore e poeta, nato a New York nel 1919, è stato uno dei protagonisti della scena beat americana. Nel 1956 pubblicò, con la sua casa editrice-libreria City Light, la prima edizione di Howl di Allen Ginsberg, e per questo finì in prigione per pubblicazione oscena.)


 
Di Uomo del Faro (del 03/05/2014 @ 01:40:54, in pensieri e parole, linkato 94 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 01/01/2013 @ 03:38:25, in dentro me, linkato 1251 volte)
E' come se fosse sempre un novo viaggio.
chiudi gli occhi, la luna che ti osserva, calibri ogni singolo passo ad ogni singolo respiro.
respira.
non è la meta.
è il viaggio.

ma tu respira.

il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni.
(Coelho)
Buon inizio.
ancora
 
Di Uomo del Faro (del 16/08/2012 @ 21:37:34, in pensieri di poesia, linkato 1617 volte)

Se chiudo gli occhi
quando ti guardo
dentro ai respiri
nei ricordi del grano.

E’ strano come un solo pensiero sia in grado di modificare, influenzare, dominare, trasformare tutti i tuoi pensieri. Uno solo che prende il sopravvento, in una tirannia psicologica, che da sola, porta avanti l’intero peso della tua fantasia.

Sei lì che ascolti “Shimbalaiê” al massimo del volume in cuffia. Hai gli occhi chiusi e tutto il tuo respiro è all’unisono con la risacca del mare. A piedi nudi, mentre affondi in una lunga ed interminabile passeggiata all’ombra del faro. Gabbiani lontani, il vento soave che respira all’unisono con i tuoi occhi. Le palme che assorbono suoni lontani, atavici, parte del tuo io più profondo.

E all’improvviso, un rumore. Un suono strano, che non riesci a riconoscere subito. Hai mai sentito un quadro rompersi? Cadere giù e spezzarsi in mille pezzi. I colori che scivolano e si sparpagliano per terra. Le colline che diventano terra e il grano che ritorna seme. Quel fiume seccato, stravolto, sepolto sotto le macerie di un cielo d’agosto.


E’ la natura morta.

 

come l'uomo del faro. è la natura morta di un pensiero

 
Di Uomo del Faro (del 13/06/2012 @ 13:05:04, in canzoni di poesia, linkato 1632 volte)
 
...
Di Uomo del Faro (del 27/05/2012 @ 02:35:40, in nellanima, linkato 1641 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 25/05/2012 @ 11:04:20, in canzoni di poesia, linkato 1607 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 25/05/2012 @ 02:10:42, in pensieri di poesia, linkato 1589 volte)

Se penso a te.

Quando nasce un petalo di ciliegio,
si riflette nello specchio di quel fiume chiamato Anima.

Lì.
Nei tuoi occhi posso sentire il rumore del mare che sfiora le spighe del grano
quel grano che giorno dopo giorno viene accarezzato da venti assordanti.

E sotto quel ciliegio, solo e sperduto in quel mare di grano,
ritrovo il colore dei girasoli,
il profumo dei tuoi capelli,
il sapore di baci lontani,
il dolore nelle mani che cercano solo un contatto per l’Anima ed un po’ di sollievo per il cuore.

Se chiudo gli occhi, riesco a vedere il colore del tuo viso, puro e angelico, in grado di colorare con secchiate di sabbia, gli arcobaleni del mio quadro.

Se chiudo gli occhi.
sotto quel ciliegio, io ci sento il mare.

Con le mani sfioro i tuoi rami, accarezzando ogni più piccola imperfezione.
Le sento sotto le dita che scivolano come piccoli bitorzoli di zucchero.
Ogni neo, ogni forma, ogni più piccola foglia, è come fosse un cuscino per il mio corpo.
un cuscino per il mio viso.
(Ho voglia di immergermi)
un cuscino per la mia anima.

Così, senza nemmeno pensarci, continua quella melodia di grano e papaveri.

Come fosse musica
la stessa che ti prende per mano. La stessa che ti prende in pancia e ti accompagna in quei posti lontani,
lì dove io e te eravamo un solo frutto,
un solo albero,
un solo respiro
un solo rumore,
una sola vita.
Un solo soffio impalpabile.

Dove io e te eravamo solo noi.

E mentre ti accarezzo l’anima, una goccia di brina.
ed un’altra ancora. Ed ancora.
Come pioggia sferzata dal vento, gocce di brina che spaccano l’Anima dentro vociare di quelle spighe,
nelle urla profonde che salgono dai petali di pensieri, assordanti, e nelle onde di un mare che prende forma attorno ad un deserto di girasoli in fiamme.

E sotto questa pioggia ti stringo
ti abbraccio, lego fili invisibili all’essenza del tuo tronco per assicurarti contro frustate di vento.
Ti stringo.
E se ci penso, sento ancora l’energia che scivola negli intrecci di mani e rami, nelle carezze di petali e rughe. Negli spazi così perfetti che si vengono a ricreare quando i nostri occhi accordano lo stesso suono che fa la Luna quando si specchia in quel fiume chiamato io e te.
E ti stringo.



 
Di Uomo del Faro (del 17/05/2012 @ 18:12:55, in nellanima, linkato 1714 volte)

Noi vediamo ciò che scegliamo di vedere.

Ed io in questo momento ti sto guardando. Così, semplicemente accarezzando piccoli aquiloni di pensieri. Lo so, l'eccessiva ostinazione può diventare stupidità. Ma sono disposto a correre il rischio perché credo tu esista davvero, anche se sperduta e sola in un mare di facce, o mentre disegni alberi di foglie viola in un cielo amaranto.

Sto imparando che a volte quando si vince, si perde.

Ma cosa ancora più importante, sto imparando che quando si perde, a volte, si vince.

Non è semplice, perché in fondo io continuo a cercarti. A volte ho provato a smettere, guardandomi intorno ho cominciato davvero a pensare che non esistevi. La gente spesso definisce impossibili cose che semplicemente non ha mai visto. Ed io non lo so se non ti ho mai visto o se sei realmente tu, fatta di sogni e sostanza di nuvola. Non lo so, ma so che tu ci sei.

 

quando si perde, si vince

 

e se poi ti capita di vedere il giorno e la notte, ascoltando il suono che questo viaggio riesce a ricreare, così silenzioso nei frastuoni dei pensieri?

i segni. i sogni.

li prendo, li guardo, giorno dopo giorno, respiro dopo respiro. li ascolto, li sfioro, li bacio, li stringo così forte che mi viene male alle braccia per quanto è forte il desiderio di te, dei tuoi occhi.

 

Il pensiero è reale, la materia è illusione…ironia della sorte, eh?

 

eppure ti sento dentro così forte, così silenziosa, così prepotentemente mia. Ti sento al mattino, quando i primi raggi riscaldano i colori, quando senti i suoni della natura che tu regalano il primo buongiorno, ti sento quando cammino con lo sguardo rivolto al cielo.

Ti sento la notte, quando il vento mi porta in luoghi così lontani che sento di riuscire a sfiorarti. Ti sento quando il buio riesce a regalarmi la tua ombra, la tua figura che gioca a nascondino con gli ulivi di quel giardino esiliato dal mondo.

 

Dicono che nessuna spiegazione è necessaria per quelli che credono all'amore eterno.

Dicono che nessuna spiegazione è possibile per quelli che non ci credono

 

E se tu invece non lo sapessi ancora?

Come cosa. Che io sono destinato ad un compito. Portare avventure nella tua vita.

Come quel dipinto, come quei colori, come quella musica, come quel calore che nasce, cresce, si diffonde dentro l'anima. e tu non lo sai ancora, tu non lo sai che gli occhi chiusi e le mani che scivolano sulla tastiera ti stando dicendo di quel giardino incantato che ti aspetta, che ti sta parlando, che ti sta sfiorando i pensieri. tu non lo sai che anche stanotte lo sognerai. non lo sai ancora forse, ma qualcosa mi dice che lo scoprirai presto, che lo vorrai e lo desidererai più di ogni altra cosa al mondo.

 

al di là dei sogni.

 

"Mi dispiace, piccola, ci sono delle cose che devo dirti e mi restano solo pochi momenti. Mi dispiace per tutto quello che non potrò mai darti, non ti comprerò mai un hamburgher gigante a 4 piani, niente supermega. Non ti farò mai sorridere. Volevo soltanto invecchiare insieme a te come due vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe insieme, al capolinea, sul lago del tuo dipinto, quello era il nostro Paradiso. Abbiamo molto da perdere: libri, pisolini, baci e litigi o Dio ne abbiamo avuti di straordinari dei quali ti ringrazio e grazie per ogni gesto gentile. Grazie per i nostri figli per la prima volta che li ho visti, per avermi sempre fatto sentire orgoglioso di te. Per latua forza, per la tua dolcezza per come eri e come sei per come ho sempre desiderato toccarti, Dio eri tutta la mia vita! E ti chiedo scusa per tutte le volte che ho fallito con te,specialmente questa."

 



 
Di Uomo del Faro (del 04/05/2012 @ 17:54:21, in dentro me, linkato 1095 volte)

Ho imparato più da te che da qualsiasi altro essere vivente al mondo. Ho imparato che si può cadere, anche tante volte, ma non sempre c’è qualcuno pronto ad aiutarti per rialzarti. Il più delle volte sei solo, e semplicemente ci si deve rialzare. Pioggia, sole, vento, neve. Tu vai, non è importante correre. Ma tu continua ad andare avanti e non fermarti a guardare indietro. Semplicemente vai, anche se cadi dieci, cento, mille volte. Vai e non fermarti.

 

Ho imparato che non sempre le cose vanno come vuoi che vadano. A volte c’è casino, a volte quiete. A volte silenzi, a volte rumore. Non importa. Tu guarda sempre dentro di te. Qualcuno diceva “puoi fuggire il rumore del fiume e delle foglie al vento. Ma il vero rumore è dentro di te”.  Oggi più che mai ho imparato il senso di quel rumore.

 

Ho imparato che le difficoltà di tutti i giorni sono niente se li affronti con un sorriso. A volte può essere utile anche un ringhio. Eppure dal più piccolo, al più grande, hai sempre ottenuto rispetto e devozione. Non ho mai incontrato nessuno così. Mai. Ed è anche per questo che ti sono e ti sarò per sempre grato.

 

Si. Ho imparato cos’è la forza, anche se capita che le tue gambe non riescono a sostenerti. Cosa importa se non riesci a correre. Cosa importa se non arrivi per primo?

Non è la meta. è il viaggio. E tu mi hai sempre portato in posti lontani e di sicuro molto più intensi di qualsiasi altro posto al mondo.

Mi hai sempre portato oltre tutte le apparenze.

“l’essenziale è invisibile agli occhi”.

 

Ho imparato che un grande cuore vale più di tutte le grandezze e le immensità. Non è l’età, non è il fisico, non è la tua condizione. Sei semplicemente tu. E tu sei sempre stata semplicemente immensa nelle piccole e nelle grandi cose, nelle gioie di tutti i giorni e nei dispiaceri che a volte rientrano sul tuo percorso. Ed è per questo che non potrò mai smettere di ringraziarti. Perché a volte ci si sente troppo piccoli davanti a certe cose, anche quando il mondo intero ti considera ormai uomo. Mai abbastanza forse. Ma mi sto impegnando, te lo giuro.

 

Con te ho imparato che ho ancora tanto da imparare...e la verità è che adesso, senza di te mi sento un po’ troppo solo.

 

Ciao Kì.

Un altro bitorzolo nel cuore.

 

 

“..cosa vuoi che ti dica? Senti che bel rumore”

 
Di Uomo del Faro (del 27/04/2012 @ 02:08:07, in canzoni di poesia, linkato 1160 volte)
 
Di Uomo del Faro (del 26/04/2012 @ 21:19:52, in come l'uomo del faro, linkato 1079 volte)
L'amore è cosciente di se stesso.
E' un impulso creativo, non ha altro proposito se non quello di colmare se stesso.

L'essere umano è perfetto nelle sue imperfezioni.
Si muove molto lentamente in una certa direzione, è solo perché questa è la sua una maniera di percorrere quel cammino.
La stessa cosa accade con l'amore


Khalil Gibran
 
Di Uomo del Faro (del 25/04/2012 @ 00:06:10, in canzoni di poesia, linkato 1108 volte)
 
admin

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Smile, without a reason why
Love, as if you were a child
Smile, no matter what they tell you
Don’t listen to a word they say
'Cause life is beautiful that way

Tears, a tidal-wave of tears
Light that slowly disappears
Wait, before you close the curtain
There’s still another game to play
And life is beautiful that way

Here, in his eyes forever more
I will always be as close as you remember from before.

Now, that you're out there on your own
Remember, what is real and what we dream is love alone.

Keep the laughter in your eyes
Soon, your long awaited prize
Well forget about our sorrow
And think about a brighter day
'Cause life is beautiful that way


Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e' infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicità.



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